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Thursday, January 9, 2014

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte tre di quattro

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Questo articolo è la continuazione della SECONDA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro


3. Occhi: Dolore persistente negli occhi. — Prurito e fitte negli occhi. — Pressione, prurito, bruciore e punzecchiamento negli occhi. — Dolori acuti, urenti e incisivi negli occhi e nelle palpebre, specialmente quando si legge durante il giorno o con poca luce. — Sens. di freddo negli occhi. — Occhi infiammati con rossore della sclerotica ed abbondante secrezione di muco. — Infiammazione degli occhi quando vi sono in essi dei corpi estranei; nei neonati o nei soggetti scrofolosi. — Ulcere, macchie ed opacità della cornea. — Offuscamento della cornea. — Flusso di sangue dagli occhi. — Infiammazione e gonfiore degli angoli degli occhi. — Fistola lacrimale suppurante. — Lacrimazione, specialmente all’aria aperta o al mattino presto. — Tremito nelle palpebre. — Gonfiore rosso e spesso delle palpebre, con abbondante secrezione di umore e agglutinazione notturna. — Palpebre appiccicate al mattino. — Pupille molto dilatate. — Vista confusa, come se vi fosse nebbia, un velo, o lanugine davanti agli occhi, principalmente quando si legge o si guarda un oggetto attentamente. — Oscuramento della vista leggendo o dopo un pasto. — Quando legge il paziente vede una macchia scura accanto ad ogni lettera. — Molta fotofobia e abbagliamento con una luce troppo forte. — Presbiopia.4. Orecchio: Fitte nell’orecchio. — Pulsazione, battito e calore nell’orecchio. — Infiammazione e gonfiore dell’orecchio, internamente ed esternamente. — Spurgo purulento dall’orecchio. — Eruzione umida sopra e dietro l’orecchio. — Polipo nell’orecchio. — Ronzio, brusio, tintinnio o rombi, qualche volta alternati con musica, nell’orecchio. — Scricchiolio e detonazione nell’orecchio, quando si mastica e quando si ingoia. — Sens., ad intervalli, di avere le orecchie tappate, e difficoltà di udito. — Difficoltà di udito, soprattutto dopo la soppressione di febbre intermittente con il chinino. — Gonfiore infiammatorio delle parotidi.5. Naso: Infiammazione del naso, con rossore e gonfiore, principalmente all’estremità. — Narici ulcerate e con croste. — Epistassi, principalmente la mattina e la notte, e qualche volta provoca svenimento. — Odore fetido dal naso. — Olfatto poco acuto o eccessivamente sensibile. — Secchezza dolorosa nel naso. Naso ostruito da pus giallo e fetido. — Polipo nasale. — Corizza secca, al mattino, con frequenti starnuti. — Eccessiva corizza fluente. — Corizza alternata con dolori taglienti nell’addome. — Il paziente sente un odore fetido, come di un letamaio, di uova marce, o polvere da sparo.6. Faccia: Viso di colore giallo. — Viso pallido e smunto, con occhi incavati e occhiaie. — Macchie rosse sulle guance. — Caldo, rossore e gonfiore della faccia. — Erisipela su una guancia. — Efelidi sulle guance. — Prurito ed eruzione sulla faccia, principalmente sulla fronte, le guance e la regione dei baffi, qualche volta è umida e con croste, con caldo urente (sicosi del mento). — Crosta lattea. — Dolori acuti in faccia e nelle ossa facciali. — Gonfiore della faccia senza calore. — Gonfiore pallido della faccia. — Eruzioni e croste sulle labbra ed intorno alla bocca. — Labbra fessurate. — Gonfiore del labbro superiore. — Angoli della bocca ulcerati. — Ragadi nelle labbra ulcerate. — Attacchi di torpore e pallore nelle labbra, che sembrano morte. — Gonfiore doloroso delle ghiandole sottomascellari.7. Denti: Odontalgia, aggravata o eccitata da una corrente d’aria, o da aria fredda, o mangiando cose troppo fredde o troppo calde, o dal rumore, o anche durante e dopo le mestruazioni; i dolori sono principalmente folgoranti, penetranti, pulsanti o tormentosi, con contrazioni e colpi, e con una sensazione di escoriazione. — Odontalgia di notte, come se dovuta a congestione del sangue. — Sensazione di allungamento e di dondolamento dei denti. — Odore fetido dei denti. — Sensibilità dolorosa delle gengive, con fitte. — Dentizione difficile. — Facile sanguinamento e gonfiore delle gengive, con palpitazioni e pulsazioni. — Ulcere fistolose nelle gengive della mandibola.8. Bocca: Accumulo di muco in bocca. — Sputi continui di saliva acida. — Vescicole in bocca e sulla lingua. — Contrazione crampiforme della bocca. — Secchezza della lingua e della bocca, principalmente di notte e la mattina al risveglio. — Gonfiore della lingua, qualche volta da un solo lato. — Lingua ricoperta da patina bianca. — Bruciore e dolore come di escoriazione sulla lingua e in bocca. — Difficoltà a muovere la lingua, il paziente parla in modo impacciato e poco chiaro. — Ranula sotto la lingua.9. Gola: Gola dolente, come se vi fosse un tappo o come se l’esofago fosse gonfio. — Costrizione in gola e contrazione crampiforme dell’esofago. — Escoriazione dell’esofago, con fitta e pressione inghiottendo. — Gonfiore infiammatorio dell’esofago e dell’ugola, che sono di colore rosso intenso e coperti da vescicole. — Gonfiore delle amigdale, con sensazione di contrazione in gola quando si deglutisce. — Affezione in gola dopo aver sforzato la schiena. — Raschiamento della gola causato dal muco.10. Appetito: Sapore sgradevole in bocca, principalmente amaro, o acido, o metallico, specialmente al mattino. — Insipidezza, o gusto del cibo nauseante o acido. — Sete urente o costante, specialmente di bibite fredde, e spesso con totale mancanza di appetito. — Sete violenta e continua di bibite fredde (la notte). — Fame quasi subito dopo aver mangiato. — Bulimia, generalmente al mattino. — Disgusto prolungato per la carne e i cibi caldi. — Ripugnanza per il fumo del tabacco; desiderio di cose salate, di vino, di leccornie. — Digestione debole. — Nausea o rigurgiti acidi dopo aver bevuto latte. — Dopo un pasto, caldo o dilatazione gastrica, con nausea e cefalea, dolore nell’addome o nello stomaco, o anche rigurgiti e pirosi, o tristezza e sonnolenza. — Rigurgiti, con sapore di cibo non digerito, o amaro, o acido.11. Stomaco: Pirosi dopo ogni pasto, ed eruttazioni rumorose e continue. — Eruttazioni che sanno di cibo ingerito. — Rigurgiti di sostanze acide. — Nausea frequente, specialmente al mattino, la sera o la notte, a volte con brividi, oscuramento della vista e svenimento. — Vomito acido. — Vomito acido specialmente nei bambini e durante la dentizione. — Vomito di cibo o di muco amaro, spesso con dolori incisivi e crampiformi nell’addome. — Vomito nero o di sangue. — Scialorrea dallo stomaco, anche dopo un pasto. — Si ha vomito principalmente al mattino, la notte, o dopo un pasto. — Dolore pressante nello stomaco, o dolore crampiforme, che contrae, principalmente dopo un pasto, e spesso con vomito di cibo. — Crampi allo stomaco di notte. — Pressione sullo stomaco, anche quando si è a digiuno, o quando si tossisce, o con pressione negli ipocondri, o anche con una stretta come di un artiglio, camminando. — Dolori pressanti, taglienti, e dolore persistente di notte nell’epigastrio. — Dilatazione e gonfiore dell’epigastrio e della regione dello stomaco, con sensibilità dolorosa di queste parti al tatto (sembrano come un piattino con la base girata verso l’alto). — Dolore come di escoriazione, e bruciore nello stomaco.12. Addome: Dolori generalmente folgoranti, o tensivi, o pressanti, con gonfiore ed indurimento della regione epatica. — Dolore pungente nel fegato (durante o dopo essersi chinati). — Stiramento doloroso dagli ipocondri al dorso, con vertigini e oscuramento della vista. — Tensione negli ipocondri. — Impossibilità di indossare indumenti stretti intorno agli ipocondri. — Tensione e dilatazione dell’addome. — Fitte e coliche frequenti ai lati dell’addome nei bambini. — Colica, con dolori crampiformi e tormentosi, specialmente nel pomeriggio, e qualche volta con vomito di cibo. — Frequenti attacchi di dolori colici, principalmente nell’epigastrio. — Fitte o morsi e dolore persistente nell’addome, anche senza diarrea. — I dolori nell’addome compaiono principalmente al mattino, la sera, o la notte, e anche dopo un pasto. — Sensazione di freddo nell’addome. — Dolore come di escoriazione, e bruciore nell’addome. — Gonfiore e indurimento delle ghiandole mesenteriche. — Dilatazione e indurimento dell’addome. Flatulenza trattenuta. — Pressione di flatulenza nella zona inguinale, come se stesse per sporgere un’ernia, con rumore e borborigmi. — Pressione dolorosa, stiramenti, dolori colici e fitte, o pesantezza o trazione nell’inguine. — Gonfiore e sensibilità dolorosa delle ghiandole inguinali.13. Retto e feci: Stipsi. — Evacuazioni sospese, dure, in piccole quantità e spesso con sostanze non digerite. — Sforzi inefficaci di evacuare, a volte con dolore. — Evacuazione difficile, e solo ogni due giorni. — Rilassamento dell’addome, frequente o continuo; due evacuazioni al giorno. — Feci simili ad argilla, in piccole quantità, nodose, o sierose, o simili a pappa. — Evacuazioni bianche, qualche volta con tracce di sangue e dolori epatici toccando la regione del fegato e respirando. — Diarrea dall’odore acido; putrida; durante la dentizione. — Evacuazioni involontarie e schiumose. — Diarrea nei neonati, dall’odore acido, o fetida, o giallognola. — Eiezione di ascaridi e tenia. — Prolasso del retto durante l’evacuazione. — Molta irascibilità prima dell’evacuazione. Tristezza e rilassamento delle estremità dopo la defecazione. — Flusso di sangue dall’ano durante l’evacuazione, e anche in altri momenti. — Gonfiore e frequente protrusione di escrescenze emorroidali, specialmente durante l’evacuazione, con dolore urente. — Crampi, tenesmo e contrazione del retto. — Bruciore nel retto e nell’ano, con prurito e formicolio. — Eruzione urente, a forma di grappolo, nell’ano. — Escoriazione nell’ano, e tra le natiche e le cosce. — Affezioni del retto, come ragadi, che sono molto dolenti, sanguinano dopo ogni evacuazione e sono seguite da grande spossatezza.14. Apparato urinario: Tenesmo della vescica. — Emissione di urina troppo frequente, anche di notte. — Il paziente bagna il letto. Urina dal colore intenso, senza sedimento. — Urina rossa come il sangue, o di un rosso scuro, dall’odore acre, pungente e fetido, con sedimento bianco e farinoso. — Passaggio di sangue. Flusso di sangue dall’uretra. — Abbondante secrezione di muco con l’urina. — Polipo della vescica. — Bruciore nell’uretra durante la minzione, e altre volte.15. Organi genitali e sessualità maschile: Infiammazione del prepuzio, con rossore e dolore urente. — Pressione e dolore, come di contusione, nei testicoli. — Funzioni genitali indebolite e mancanza di desiderio sessuale. — Aumento del desiderio sessuale, con idee voluttuose e lascive. — Polluzioni assenti o molto frequenti. — Erezioni di durata brevissima ed emissione del liquido seminale troppo lenta e troppo debole durante il coito. — Dolori lancinanti e bruciore nei genitali durante l’emissione del liquido seminale nel coito. — Confusione alla testa e debolezza dopo il coito. — Flusso di liquido prostatico dopo l’evacuazione e la minzione.

La trattazione dell'argomento continuerà a breve on line.

Sunday, January 5, 2014

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte uno di quattro

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La trattazione di Clarke riportata nella sua Materia Medica è particolarmente approfondita e puntuale. Nel testo il medico evidenzia molto bene le relazioni tra i sintomi, il sovrappeso e lo stato emozionale e psicologico del soggetto; dalla lettura si possono scoprire tutte le motivazioni per le quali la Calcarea Carbonica può essere un ottimo prodotto omeopatico per dimagrire.

Clarke intitola il suo lavoro “Dizionario di farmacologia omeopatica clinica”, l’edizione del 1994, edita da nuova Ipsa Editore con traduzione curata da Patrizia Cipolla è l’unica fonte di questo post.

Vengono evidenziati nel testo le informazioni più inerenti a Calcarea carbonica utilizzata come prodotto per dimagrire. Il testo è diviso in:

CeppoIndicazioni clinicheCaratteristichePsichismo (parte due di quattro)Patogenesi, da leggere in particolare il punto n. 10 – Appetito (parti tre e quattro di quattro)

Sia in questa trattazione di Clarke sia in quelle di Boger sia in quella di Boericke (a breve on line) viene illustrato come un rimedio omeopatico, che può essere anche un prodotto naturale per dimagrire, agisca non solo su un sintomo, ma su tutto il sistema organico riportandolo in equilibrio. Il trucco in omeopatia è scegliere sempre il rimedio che più “assomiglia” al soggetto (similium) per osservare risultati migliori. Ricordiamo inoltre che la Calcarea Carbonica in omeopatia è uno dei policresti (quarto paragrafo dell'articolo calcarea carbonica) ed è sempre necessario per ampliare al massimo la sua azione benefica anche scegliere la diluizione che meglio agisce su quel sintomo.

Chi si avvicina all’omeopatia dovrebbe in primo luogo studiare i policresti omeopatici, non solo quelli che sono considerati prodotti per dimagrire, il secondo passaggio dello studio è l’approfondimento dei tipi omeopatici e delle costituzioni omepatiche e delle diatesi omeopatiche e solo in un terzo approfondimento dedicarsi allo studio delle patologie e di come curarle con rimedi omeopatici che possono anche non essere policresti, ma rimedi omeopatici estremamente specifici.

CEPPO: Carbonato di calcio impuro. Ca CO3. Vi sono inclusi i sintomi di Calcarea acetica e di Calcarea ostrearum, un triturato ottenuto dallo strato medio della conchiglia di ostrica, entrambi provati da Hahnemann. Le prove di Koch furono fatte da carbonato di calce precipitato da una soluzione di calcare fine in acido cloridrico. Triturazione.

INDICAZIONI CLINICHE: Aborto spontaneo. Acidità. Addome, dilatato. Adenopatie bronchiali. Affezioni articolari. Affezioni spinali. Affezioni uterine. Alcol, effetti dell’. Anasarca. Anemia. Appetito depravato. Astenia. Calcoli biliari. Calcolo. Carie. Cataratta. Caviglie deboli. Cefalea. Cestodi. Colica renale. Consunzione. Corea. Corizza. Coxalgia. Crosta lattea. Crup. Deambulazione tarda. Delirium tremens. Denti, cariati. Dentizione. Dermatopatie. Diabete. Diarrea. Dispepsia. Disturbi del gusto. Disturbi mestruali. Disturbi olfattivi. Epilessia. Epulide. Ernia. Febbre da latte. Febbre nervosa. Febbre tifoide. Febbre, intermittente. Fistola. Geloni. Gonfiori ghiandolari. Gonfiori gottosi. Gonorrea. Gozzo. Gravidanza. Herpes. Idrocefalo. Impotenza. Insonnia. Ipocondria. Isterismo. Lattazione carente. Leucemia. Leucorrea. Lupus. Masturbazione. Melanconia. Mollusco contagioso. Nevo. Nevralgia brachiale. Nevralgia. Obesità. Occhi, affezioni degli. Odontalgia. Orecchio, affezioni dell’. Orticaria. Osteopatie. Paralisi. Parotite. Patereccio. Peritonite. Perspirazione. Pletora. Polipo. Prosopalgia. Psoriasi palmare. Rachitismo. Raffreddore. Ragadi. Ranula. Reumatismi. Sciatica. Scrofola. Secrezione uretrale mucopurulenta. Seni, dolenti. Sicosi. Sicosi del mento. Sicosi della barba. Sonno, disturbi del. Tabe meseraica. Tensioni. Terrori notturni. Tosse. Trachea, affezioni della. Tricofizia. Tubercolosi. Tubercolosi del tagliapietre. Tubercolosi di Miller. Tumori. Varici. Vermi. Verruche. Vertigini.

CARATTERISTICHE: Calcarea è uno dei più grandi monumenti del genio di Hahnemann. Il suo metodo di preparare sostanze insolubili portò alla luce in questo caso un intero mondo di poteri terapeutici che nel passato era sconosciuto. Inoltre, Calcarea è uno dei rimedi policresti, e con Sulphur e Lycopodium è uno dei principali antipsorici. Per apprezzare correttamente la farmacologia omeopatica è assolutamente essenziale conoscere a fondo questi tre farmaci, perché questi sono in un certo senso i punti di riferimento attorno ai quali sono raggruppati gli altri rimedi. Tutte e tre hanno un’azione molto vasta e profonda. Hanno molti sintomi in comune, ma Calc. è piuttosto distinto da Sulphur per il fatto che è un rimedio freddo, il paziente ha bisogno di calore, mentre il paziente Sulphur aggr. con il caldo e migl. con il freddo. Calc. ha piedi freddi, umidi, «come se si indossassero calzini umidi»; Sulphur ha piedi tipicamente caldi e sudati. La «sensazione di venir meno» comune ai tre rimedi è più notevole con Sulphur alle 11.00, con Lycopodium alle 16.00, con Calcarea in ogni momento. (…) Come molti altri carbonati, Calcarea Carbonica corrisponde a persone di fibra delicata con tendenza ad ingrassare. «Questo rimedio è particolarmente adatto alle vere Costituzioni leucoflemmatiche. Quando troviamo una testa grande, fisionomia robusta, cute pallida, con un aspetto terreo, e (nei neonati) fontanelle aperte, possiamo fortemente pensare a Calc.». (Guernsey). La costituzione scrofolosa abbraccia molti degli effetti caratteristici di Calcarea: bambini grassi piuttosto gonfi che solidi, sono pallidi ma arrossiscono facilmente, lenti nei movimenti; dalla crescita irregolare, con teste grosse e fontanelle molto aperte; addomi grossi; sudori irregolari e parziali: la testa suda abbondantemente bagnando il cuscino nella parte su cui è appoggiata; ghiandole linfatiche ingrossate e dure. Freddo gelido nell’addome. Inoltre sono presenti paure notturne; il bambino si sveglia alle 2 o alle 3 strillando, non si riesce a calmarlo, al mattino non ricorda niente di tutto ciò. I bambini mettono i denti lentamente e camminano tardi.

L’acidità è una delle note caratteristiche di Calcarea corpo acido; gusto acido; urina e feci acide. Tutti i sintomi peggiorano prendendo freddo. In tutti i casi in cui vi è alimentazione sbagliata e digestione imperfetta, come quelli sopra descritti, e quando vi è freddolosità, aggravato in seguito al contatto con l’acqua e a causa del freddo, con piedi freddi e umidi, e sensazione (svenire) di venir meno, Calcarea si dimostrerà con tutta probabilità il rimedio adatto. Calcarea carbonica corrisponde anche alle malattie che seguono le perdite di liquidi, come in seguito alla masturbazione; e corrisponde ad una forma di menorragia, dal flusso eccessivo e dagli intervalli brevi. Le mestruazioni ritornano troppo presto dopo l’eccitazione. Si ha spesso dolore al seno prima dell’inizio del flusso, come con Conium. Ma se le mestruazioni sono scarse o assenti, e sono presenti le caratteristiche di Calc. della freddolosità e dei piedi freddi e umidi, Calcarea Carb sarà ancora una volta il rimedio adatto. Soppressione delle mestruazioni nelle donne con costituzione robusta dopo aver lavorato nell’acqua. Dolori da bearing-down. Dolori ovarici o uterini, a destra estesi lungo le cosce; aggravamento.leggendo o scrivendo (a sinistra Lilium tigrinum.). Oltre ai sintomi del freddo, si hanno sensazioni di calore e di bruciore: calore nel e sul vertice. A proposito di ciò bisogna ricordare il sudore della testa. Si manifesta principalmente sull’occipite e sulla fronte (quello di Silica su tutta la testa). Si migliora scoprendosi durante le vampate di calore (come con Lycopodium e diversamente da Silica). La notte si ha bruciore nella pianta dei piedi; bruciore sul dorso delle mani. La tipica mano di Calcarea è molle, calda e umida; una mano senza ossa. Inoltre le mani tendono a screpolarsi. Abbondanti sudori notturni, che possono essere acidi o inodore. Sudore dei piedi acido o inodore. I sudori di Calcarea carbonica non danno sollievo. Traspirazioni ematiche. Tra gli altri sintomi del caldo si ha alito caldo, con caldo in bocca. La ruminazione è tra gli effetti di Calcarea. Nausea dopo aver bevuto acqua, anche se poca; ma non quando è ghiacciata. La sensazione di «sentirsi mancare» di Calc.Carb. presenta alcune modificazioni. Si ha fame ingorda; fame e senso di vuoto subito dopo avere mangiato e al mattino presto. Se il paziente non fa colazione alla solita ora, gli viene il mal di testa. Desidera ardentemente delle uova; cose non digeribili, calcare, carbone, ecc. Nausea quando si è a digiuno. Eruttazioni acide. Diarrea acida. Odore del corpo acido. Il latte è indigesto; vomito acido di grossi grumi. Incapacità ad inghiottire i solidi. Malattia cronica della tonsilla sinistra, sensazione di avere un nodo nella parte sinistra della gola e il paziente vuole mandarlo giù. Dolore dalla tonsilla sinistra all’orecchio. Gonfiore emilaterale della lingua. La prosopalgia di Calcarea è migliorata da fomentazioni, come quella di Pulsatilla. Colica biliare: dolore tagliente sotto la scapola destra esteso all’ipocondrio destra e all’epigastrio. Formicolio nel retto come se vi fossero i vermi. Bruciore nel retto. Peso nel retto inferiore. Feci dure e pastose; come gesso argilla; maleodoranti; non digerite. Ardor urinae; maleodorante. Impotenza; pene freddo e rilassato. Calcarea è in relazione con lo stadio pretubercolare della tubercolosi; è adatto in modo più particolare alle affezioni dell’apice destro. Fitte nel torace e ai lati del torace movendosi o coricandosi sul lato affetto. La tosse è provocata dal passaggio in una stanza fredda; dalla freddolosità. Tosse solleticante, sensazione di avere una piuma in gola. (…) Rantolo nel torace; tubercolosi del mugnaio e del tagliapietre; vecchie cavità suppuranti. Gonfiore delle ghiandole cervicali e bronchiali. Ghiandole scrofolose e malattie scrofolose delle ossa; curvatura anomala della colonna vertebrale; rachitismo. Gonfiori; falsa comparsa di grasso; la phlegmasia alba dolens migliora sollevando le gambe e si aggrava lasciandole penzolare. Le stesse condizioni si manifestano nella sciatica di Calcarea in seguito a lavori nell’acqua. Condizioni reumatiche e gottose bagnandosi. Le articolazioni scricchiolano e crepitano come se fossero secche. La cute è ruvida e squamosa e tende a screpolarsi. Ragadi. Mani screpolate. Geloni dovuti all’essersi bagnati. Eruzioni. Cooper ha curato con questo rimedio la psoriasi palmare. Eruzione dietro l’orecchio destro Verruche e polipi. Calcarea è principalmente una medicina sicotica, come indicherebbe l’aggravamento al mattino presto.

LEGGI la continuazione nella SECONDA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro

Saturday, January 4, 2014

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro

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Questo articolo è la continuazione della PRIMA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte uno di quattro

Il sistema psichico e quello nervoso di Calcarea Carbonica non sono meno notevoli di quello fisico. Il paziente Calcarea Carbonica è lento nei movimenti (quello Sulphur è veloce e attivo). Il suo stato psichico è uno stato di apprensione. Il paziente teme di diventare pazzo, o che la gente possa notare la sua confusione mentale. Teme di avere qualche malattia letale, specialmente malattie cardiache. Trema e ha paura man mano che si avvicina la sera. Ha delle visioni quando chiude gli occhi (di qui l’utilità nel delirium tremens). Grida forte, si contorce, cerca di aggrapparsi a qualcosa; è agitato e ansioso sebbene sia incosciente (febbre nervosa e tifoide); è fuori di sé per il tormento; sull’orlo della psicosi acuta. Presagi cattivi; parla di topi, ratti, di omicidi. È smemorato. L’epilessia di Calcarea ha un’aura che si propaga dal plesso solare, in questo caso cominciano immediatamente le convulsioni; o può essere come un topo che corre sul braccio; o può scendere giù dall’epigastrio all’utero o alle estremità. Le cause sono lo spavento, eruzioni o secrezioni soppresse, abusi sessuali. Flusso di sangue alla testa; molto caratteristica è la sensazione di qualcosa che sale dall’epigastrio alla testa. Tremore, contrazioni; sensazione di tremore interno al risveglio. Svenimenti, sopraggiungono in strada con la sensazione che qualcosa salga dallo stomaco alla testa. Parlare causa un senso di debolezza che costringe il paziente a smettere. Lo sforzo e l’eccitazione causano indebolimento, anche se il paziente prima stava bene. Salire le scale causa molta debolezza. Spossatezza al mattino. Vertigini: tendenza a cadere verso sinistro; da un lato e dall’altro; verso dietro. Causate dal girare la testa; aggravamento guardando in su; salendo le scale (soprattutto se si corre). Sensazione di essere in un sogno. Calcarea è uno dei rimedi che è stato usato per la sensazione di levitazione. Avversione per l’oscurità. Testa nelle nuvole. Nel sonno compaiono di nuovo i sintomi psichici: il paziente è o assonnato insonne in modo anormale. Si sveglia alle 3 e non riesce più ad addormentarsi; si rigira nel letto. Visioni orribili. Il bambino si sveglia nella notte strillando e non si riesce a calmarlo; al mattino egli non ricorda più niente. Mastica e ingoia nel sonno. Sogni orribili di malattie, morte e odore di cadaveri.
(…)

Secondo Guernsey, Calcarea è in generale un rimedio del lato destro. Influisce soprattutto sulla parte esterna destra della testa; sull’occhio destro, sulla parte destra della faccia; nella zona addominale destra negli organi sessuali della parte destra del corpo; nel lato destro del dorso; nelle estremità superiori di destra. Lato sinistro del collo e della nuca; parte sinistra del torace; estremità inferiori di sinistre. I disturbi sono prevalenti nelle parti interne. Tra le sensazioni di Calcarea vi sono: dolore come se le parti stessero per scoppiare, come se venissero fatte a pezzi; come se si indossassero dei calzini freddi, umidi. Sensazione strisciante sugli arti come se vi fosse un topo. Dolore come di distorsione nelle parti esterne. Sensazione di avere della polvere nelle parti interne come l’occhio o i bronchi. Formicolio, punzecchiamento, spasmi, tremore; prurito che migliorato grattandosi. Spesso è indicato per l’epilessia, per la tendenza a sovraffaticare una parte sollevando cose pesanti, per il formicolio dei calli, per i polipi, le cisti, che si manifestano nelle costituzioni leucoflemmatiche. Quando il vento freddo colpisce il corpo ed immediatamente raggiunge i denti causando odontalgia. Ranula. Flatulenza o gorgoglio nell’ipocondrio destro. Crampi nelle gambe alle 3. Mani screpolate a causa dell’acqua dura.
(…)

Una delle più rilevanti modalità di Calcarea è il terrore dell’aria aperta; il paziente è colpito dalla minima corrente d’aria fredda. Molta sensibilità all’aria fredda e umida. Il paziente non sopporta neanche il sole. Il minimo cambiamento lo aggrava. Timore di bagnarsi e dell’acqua. Si ha la tendenza a stirarsi e a spingere le spalle verso dietro; ma raddrizzarsi fa aggravare i reumatismi. Calcarea è idrogenoide e sicotico: sensibile al freddo e all’umidità e aggravamento al mattino presto. Anche verruche e polipi indicano lo stesso stato costituzionale. Il paziente generalmente si sente meglio quando è stitico. La diarrea generalmente si aggrava nel pomeriggio.
(…)

PATOGENESI:

1. Psichismo: Malinconia, depressione e tristezza. — Tendenza a piangere, anche per delle sciocchezze. Afflizione e lamenti, a causa di vecchie offese. — Ansia e angoscia, eccitate da fantasie, o da storie orribili, anche con brividi e paura durante il crepuscolo o di notte. — Eccessiva angoscia, con palpitazione cardiaca, ebollizione del sangue e scosse nell’epigastrio. — Agitazione ansiosa, che impedisce di riposare. — Tendenza ad allarmarsi. — Tristezza, con pesantezza nelle estremità. — Apprensione. — Il paziente si spaventa o si offende facilmente. — I bambini sono ostinati. — Disperazione a causa delle cattive condizioni di salute; o umore ipocondriaco, con paura di essere malato o sfortunato, di avere degli infortuni, di perdere la ragione, di essere infettato da malattie contagiose. — Scoraggiamento e paura della morte. — Impazienza, eccessiva eccitabilità ed eccessiva tendenza ad impressionarsi; il minimo rumore stanca. — Eccessivo cattivo umore e tendenza a fare dispetti, con ostinazione e disposizione a credere che tutto sia male. — Indifferenza, apatia e rifiuto di conversare. Avversione per gli altri. — La solitudine è insopportabile. Disgusto e avversione per qualunque lavoro. — Mancanza di volontà. — Memoria e comprensione molto deboli, con difficoltà a pensare. — Vertigini. — Tendenza a commettere errori mentre si parla, e a scambiare le parole. — La paziente teme di perdere la conoscenza, o che la gente possa notare il suo stato confusionale. — Perdita dei sensi ed errori dovuti all’immaginazione. — Delirio con visioni di incendi, omicidi, ratti e topi.2. Testa: Testa compressa, come se fosse in una morsa. — Vertigini dopo essersi grattati dietro l’orecchio; o anche prima di colazione, con tremore. — Cefalea, con eruttazioni vuote, nausea, vertigini; aggravate in seguito a sforzi psichici, chinandosi o camminando all’aria aperta; migliorate chiudendo gli occhi, e coricandosi. — Vertigini, qualche volta con oscuramento della vista, quando si sale molto in alto, o soltanto una rampa di scale, camminando all’aria aperta, girando la testa di scatto, o dopo un attacco di collera. — Vertigini di notte, la sera, o al mattino. — Cefalea dovuta a sforzo da sollevamento, allo sforzare la schiena, o al fatto di avere la testa avvolta in un foulard, o in seguito ad un colpo di freddo. — Cefalea ogni mattina al risveglio. — Attacchi di cefalea semi-laterale, con rigurgiti e nausea. — Pulsazioni nell’occipite. — Dolori in testa, pressanti o pulsanti, provocano capogiro, aggravate soprattutto leggendo, scrivendo, o con ogni altro sforzo intellettuale, così come bevendo alcoolici, o chinandosi. — Pienezza e pesantezza della testa, specialmente della fronte, con chiusura degli occhi, aggravate con il movimento e lo sforzo fisico. — Caldo nel vertice. — Dolori pressanti nel vertice, che si manifestano all’aria aperta. — Dolori tensivi e crampiformi, con pressione verso l’esterno, iniziano dalle tempie e si estendono al vertice. — Dolori lancinanti nel lato ds. della fronte; la parte è dolente quando viene toccata. — Dolori folgoranti in testa. — Dolore penetrante in fronte, come se la testa stesse per scoppiare. — Dolori martellanti in testa, che costringono il paziente a coricarsi, e che compaiono soprattutto dopo una passeggiata all’aria aperta. — Freddo gelido dentro e sulla testa, specialmente nella parte destra, con faccia pallida, gonfia. — Congestione alla testa. — Congestione del sangue alla testa, con caldo e cefalea che inebetisce; con rossore del viso e gonfiore; aggravata la mattina al risveglio, e con le bevande alcooliche. — Ronzio e dolori in testa, con caldo alle guance e in testa. — Movimento del cervello quando si cammina. — Testa dalle dimensioni immense, con la fontanella aperta nei bambini. — La sera sudore sulla testa (abbondante, particolarmente dove è scoperta grosse, gocce come perle, e così tante da inzuppare completamente il cuscino; può scendere giù sulla faccia e sul collo). — Abbondante perspirazione, principalmente sulla parte posteriore della testa e sul collo (la sera). — Forte predisposizione a prendere freddo in testa. — Croste sul cuoio capelluto. — Desquamazione della cute del cuoio capelluto (forfora; crosta lattea). — Sensibilità dolorosa nella radice dei capelli. — Caduta dei capelli (ai lati della testa: alle tempie). — Tumori e foruncoli nel cuoio capelluto, che tendono alla suppurazione.

LEGGI la continuazione nella TERZA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte tre di quattro

Tuesday, December 31, 2013

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro

 Questo articolo è la continuazione della PRIMA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte uno di quattroIl sistema psichico e quello nervoso di Calcarea Carbonica non sono meno notevoli di quello fisico. Il paziente Calcarea Carbonica è lento nei movimenti (quello Sulphur è veloce e attivo). Il suo stato psichico è uno stato di apprensione. Il paziente teme di diventare pazzo, o che la gente possa notare la sua confusione mentale. Teme di avere qualche malattia letale, specialmente malattie cardiache. Trema e ha paura man mano che si avvicina la sera. Ha delle visioni quando chiude gli occhi (di qui l’utilità nel delirium tremens). Grida forte, si contorce, cerca di aggrapparsi a qualcosa; è agitato e ansioso sebbene sia incosciente (febbre nervosa e tifoide); è fuori di sé per il tormento; sull’orlo della psicosi acuta. Presagi cattivi; parla di topi, ratti, di omicidi. È smemorato. L’epilessia di Calcarea ha un’aura che si propaga dal plesso solare, in questo caso cominciano immediatamente le convulsioni; o può essere come un topo che corre sul braccio; o può scendere giù dall’epigastrio all’utero o alle estremità. Le cause sono lo spavento, eruzioni o secrezioni soppresse, abusi sessuali. Flusso di sangue alla testa; molto caratteristica è la sensazione di qualcosa che sale dall’epigastrio alla testa. Tremore, contrazioni; sensazione di tremore interno al risveglio. Svenimenti, sopraggiungono in strada con la sensazione che qualcosa salga dallo stomaco alla testa. Parlare causa un senso di debolezza che costringe il paziente a smettere. Lo sforzo e l’eccitazione causano indebolimento, anche se il paziente prima stava bene. Salire le scale causa molta debolezza. Spossatezza al mattino. Vertigini: tendenza a cadere verso sinistro; da un lato e dall’altro; verso dietro. Causate dal girare la testa; aggravamento guardando in su; salendo le scale (soprattutto se si corre). Sensazione di essere in un sogno. Calcarea è uno dei rimedi che è stato usato per la sensazione di levitazione. Avversione per l’oscurità. Testa nelle nuvole. Nel sonno compaiono di nuovo i sintomi psichici: il paziente è o assonnato insonne in modo anormale. Si sveglia alle 3 e non riesce più ad addormentarsi; si rigira nel letto. Visioni orribili. Il bambino si sveglia nella notte strillando e non si riesce a calmarlo; al mattino egli non ricorda più niente. Mastica e ingoia nel sonno. Sogni orribili di malattie, morte e odore di cadaveri.(…)Secondo Guernsey, Calcarea è in generale un rimedio del lato destro. Influisce soprattutto sulla parte esterna destra della testa; sull’occhio destro, sulla parte destra della faccia; nella zona addominale destra negli organi sessuali della parte destra del corpo; nel lato destro del dorso; nelle estremità superiori di destra. Lato sinistro del collo e della nuca; parte sinistra del torace; estremità inferiori di sinistre. I disturbi sono prevalenti nelle parti interne. Tra le sensazioni di Calcarea vi sono: dolore come se le parti stessero per scoppiare, come se venissero fatte a pezzi; come se si indossassero dei calzini freddi, umidi. Sensazione strisciante sugli arti come se vi fosse un topo. Dolore come di distorsione nelle parti esterne. Sensazione di avere della polvere nelle parti interne come l’occhio o i bronchi. Formicolio, punzecchiamento, spasmi, tremore; prurito che migliorato grattandosi. Spesso è indicato per l’epilessia, per la tendenza a sovraffaticare una parte sollevando cose pesanti, per il formicolio dei calli, per i polipi, le cisti, che si manifestano nelle costituzioni leucoflemmatiche. Quando il vento freddo colpisce il corpo ed immediatamente raggiunge i denti causando odontalgia. Ranula. Flatulenza o gorgoglio nell’ipocondrio destro. Crampi nelle gambe alle 3. Mani screpolate a causa dell’acqua dura.(…)Una delle più rilevanti modalità di Calcarea è il terrore dell’aria aperta; il paziente è colpito dalla minima corrente d’aria fredda. Molta sensibilità all’aria fredda e umida. Il paziente non sopporta neanche il sole. Il minimo cambiamento lo aggrava. Timore di bagnarsi e dell’acqua. Si ha la tendenza a stirarsi e a spingere le spalle verso dietro; ma raddrizzarsi fa aggravare i reumatismi. Calcarea è idrogenoide e sicotico: sensibile al freddo e all’umidità e aggravamento al mattino presto. Anche verruche e polipi indicano lo stesso stato costituzionale. Il paziente generalmente si sente meglio quando è stitico. La diarrea generalmente si aggrava nel pomeriggio.(…)PATOGENESI:1. Psichismo: Malinconia, depressione e tristezza. — Tendenza a piangere, anche per delle sciocchezze. Afflizione e lamenti, a causa di vecchie offese. — Ansia e angoscia, eccitate da fantasie, o da storie orribili, anche con brividi e paura durante il crepuscolo o di notte. — Eccessiva angoscia, con palpitazione cardiaca, ebollizione del sangue e scosse nell’epigastrio. — Agitazione ansiosa, che impedisce di riposare. — Tendenza ad allarmarsi. — Tristezza, con pesantezza nelle estremità. — Apprensione. — Il paziente si spaventa o si offende facilmente. — I bambini sono ostinati. — Disperazione a causa delle cattive condizioni di salute; o umore ipocondriaco, con paura di essere malato o sfortunato, di avere degli infortuni, di perdere la ragione, di essere infettato da malattie contagiose. — Scoraggiamento e paura della morte. — Impazienza, eccessiva eccitabilità ed eccessiva tendenza ad impressionarsi; il minimo rumore stanca. — Eccessivo cattivo umore e tendenza a fare dispetti, con ostinazione e disposizione a credere che tutto sia male. — Indifferenza, apatia e rifiuto di conversare. Avversione per gli altri. — La solitudine è insopportabile. Disgusto e avversione per qualunque lavoro. — Mancanza di volontà. — Memoria e comprensione molto deboli, con difficoltà a pensare. — Vertigini. — Tendenza a commettere errori mentre si parla, e a scambiare le parole. — La paziente teme di perdere la conoscenza, o che la gente possa notare il suo stato confusionale. — Perdita dei sensi ed errori dovuti all’immaginazione. — Delirio con visioni di incendi, omicidi, ratti e topi.2. Testa: Testa compressa, come se fosse in una morsa. — Vertigini dopo essersi grattati dietro l’orecchio; o anche prima di colazione, con tremore. — Cefalea, con eruttazioni vuote, nausea, vertigini; aggravate in seguito a sforzi psichici, chinandosi o camminando all’aria aperta; migliorate chiudendo gli occhi, e coricandosi. — Vertigini, qualche volta con oscuramento della vista, quando si sale molto in alto, o soltanto una rampa di scale, camminando all’aria aperta, girando la testa di scatto, o dopo un attacco di collera. — Vertigini di notte, la sera, o al mattino. — Cefalea dovuta a sforzo da sollevamento, allo sforzare la schiena, o al fatto di avere la testa avvolta in un foulard, o in seguito ad un colpo di freddo. — Cefalea ogni mattina al risveglio. — Attacchi di cefalea semi-laterale, con rigurgiti e nausea. — Pulsazioni nell’occipite. — Dolori in testa, pressanti o pulsanti, provocano capogiro, aggravate soprattutto leggendo, scrivendo, o con ogni altro sforzo intellettuale, così come bevendo alcoolici, o chinandosi. — Pienezza e pesantezza della testa, specialmente della fronte, con chiusura degli occhi, aggravate con il movimento e lo sforzo fisico. — Caldo nel vertice. — Dolori pressanti nel vertice, che si manifestano all’aria aperta. — Dolori tensivi e crampiformi, con pressione verso l’esterno, iniziano dalle tempie e si estendono al vertice. — Dolori lancinanti nel lato ds. della fronte; la parte è dolente quando viene toccata. — Dolori folgoranti in testa. — Dolore penetrante in fronte, come se la testa stesse per scoppiare. — Dolori martellanti in testa, che costringono il paziente a coricarsi, e che compaiono soprattutto dopo una passeggiata all’aria aperta. — Freddo gelido dentro e sulla testa, specialmente nella parte destra, con faccia pallida, gonfia. — Congestione alla testa. — Congestione del sangue alla testa, con caldo e cefalea che inebetisce; con rossore del viso e gonfiore; aggravata la mattina al risveglio, e con le bevande alcooliche. — Ronzio e dolori in testa, con caldo alle guance e in testa. — Movimento del cervello quando si cammina. — Testa dalle dimensioni immense, con la fontanella aperta nei bambini. — La sera sudore sulla testa (abbondante, particolarmente dove è scoperta grosse, gocce come perle, e così tante da inzuppare completamente il cuscino; può scendere giù sulla faccia e sul collo). — Abbondante perspirazione, principalmente sulla parte posteriore della testa e sul collo (la sera). — Forte predisposizione a prendere freddo in testa. — Croste sul cuoio capelluto. — Desquamazione della cute del cuoio capelluto (forfora; crosta lattea). — Sensibilità dolorosa nella radice dei capelli. — Caduta dei capelli (ai lati della testa: alle tempie). — Tumori e foruncoli nel cuoio capelluto, che tendono alla suppurazione.LEGGI la continuazione nella TERZA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte tre di quattro

Sunday, December 29, 2013

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte tre di quattro

 Questo articolo è la continuazione della SECONDA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro3. Occhi: Dolore persistente negli occhi. — Prurito e fitte negli occhi. — Pressione, prurito, bruciore e punzecchiamento negli occhi. — Dolori acuti, urenti e incisivi negli occhi e nelle palpebre, specialmente quando si legge durante il giorno o con poca luce. — Sens. di freddo negli occhi. — Occhi infiammati con rossore della sclerotica ed abbondante secrezione di muco. — Infiammazione degli occhi quando vi sono in essi dei corpi estranei; nei neonati o nei soggetti scrofolosi. — Ulcere, macchie ed opacità della cornea. — Offuscamento della cornea. — Flusso di sangue dagli occhi. — Infiammazione e gonfiore degli angoli degli occhi. — Fistola lacrimale suppurante. — Lacrimazione, specialmente all’aria aperta o al mattino presto. — Tremito nelle palpebre. — Gonfiore rosso e spesso delle palpebre, con abbondante secrezione di umore e agglutinazione notturna. — Palpebre appiccicate al mattino. — Pupille molto dilatate. — Vista confusa, come se vi fosse nebbia, un velo, o lanugine davanti agli occhi, principalmente quando si legge o si guarda un oggetto attentamente. — Oscuramento della vista leggendo o dopo un pasto. — Quando legge il paziente vede una macchia scura accanto ad ogni lettera. — Molta fotofobia e abbagliamento con una luce troppo forte. — Presbiopia.4. Orecchio: Fitte nell’orecchio. — Pulsazione, battito e calore nell’orecchio. — Infiammazione e gonfiore dell’orecchio, internamente ed esternamente. — Spurgo purulento dall’orecchio. — Eruzione umida sopra e dietro l’orecchio. — Polipo nell’orecchio. — Ronzio, brusio, tintinnio o rombi, qualche volta alternati con musica, nell’orecchio. — Scricchiolio e detonazione nell’orecchio, quando si mastica e quando si ingoia. — Sens., ad intervalli, di avere le orecchie tappate, e difficoltà di udito. — Difficoltà di udito, soprattutto dopo la soppressione di febbre intermittente con il chinino. — Gonfiore infiammatorio delle parotidi.5. Naso: Infiammazione del naso, con rossore e gonfiore, principalmente all’estremità. — Narici ulcerate e con croste. — Epistassi, principalmente la mattina e la notte, e qualche volta provoca svenimento. — Odore fetido dal naso. — Olfatto poco acuto o eccessivamente sensibile. — Secchezza dolorosa nel naso. Naso ostruito da pus giallo e fetido. — Polipo nasale. — Corizza secca, al mattino, con frequenti starnuti. — Eccessiva corizza fluente. — Corizza alternata con dolori taglienti nell’addome. — Il paziente sente un odore fetido, come di un letamaio, di uova marce, o polvere da sparo.6. Faccia: Viso di colore giallo. — Viso pallido e smunto, con occhi incavati e occhiaie. — Macchie rosse sulle guance. — Caldo, rossore e gonfiore della faccia. — Erisipela su una guancia. — Efelidi sulle guance. — Prurito ed eruzione sulla faccia, principalmente sulla fronte, le guance e la regione dei baffi, qualche volta è umida e con croste, con caldo urente (sicosi del mento). — Crosta lattea. — Dolori acuti in faccia e nelle ossa facciali. — Gonfiore della faccia senza calore. — Gonfiore pallido della faccia. — Eruzioni e croste sulle labbra ed intorno alla bocca. — Labbra fessurate. — Gonfiore del labbro superiore. — Angoli della bocca ulcerati. — Ragadi nelle labbra ulcerate. — Attacchi di torpore e pallore nelle labbra, che sembrano morte. — Gonfiore doloroso delle ghiandole sottomascellari.7. Denti: Odontalgia, aggravata o eccitata da una corrente d’aria, o da aria fredda, o mangiando cose troppo fredde o troppo calde, o dal rumore, o anche durante e dopo le mestruazioni; i dolori sono principalmente folgoranti, penetranti, pulsanti o tormentosi, con contrazioni e colpi, e con una sensazione di escoriazione. — Odontalgia di notte, come se dovuta a congestione del sangue. — Sensazione di allungamento e di dondolamento dei denti. — Odore fetido dei denti. — Sensibilità dolorosa delle gengive, con fitte. — Dentizione difficile. — Facile sanguinamento e gonfiore delle gengive, con palpitazioni e pulsazioni. — Ulcere fistolose nelle gengive della mandibola.8. Bocca: Accumulo di muco in bocca. — Sputi continui di saliva acida. — Vescicole in bocca e sulla lingua. — Contrazione crampiforme della bocca. — Secchezza della lingua e della bocca, principalmente di notte e la mattina al risveglio. — Gonfiore della lingua, qualche volta da un solo lato. — Lingua ricoperta da patina bianca. — Bruciore e dolore come di escoriazione sulla lingua e in bocca. — Difficoltà a muovere la lingua, il paziente parla in modo impacciato e poco chiaro. — Ranula sotto la lingua.9. Gola: Gola dolente, come se vi fosse un tappo o come se l’esofago fosse gonfio. — Costrizione in gola e contrazione crampiforme dell’esofago. — Escoriazione dell’esofago, con fitta e pressione inghiottendo. — Gonfiore infiammatorio dell’esofago e dell’ugola, che sono di colore rosso intenso e coperti da vescicole. — Gonfiore delle amigdale, con sensazione di contrazione in gola quando si deglutisce. — Affezione in gola dopo aver sforzato la schiena. — Raschiamento della gola causato dal muco.10. Appetito: Sapore sgradevole in bocca, principalmente amaro, o acido, o metallico, specialmente al mattino. — Insipidezza, o gusto del cibo nauseante o acido. — Sete urente o costante, specialmente di bibite fredde, e spesso con totale mancanza di appetito. — Sete violenta e continua di bibite fredde (la notte). — Fame quasi subito dopo aver mangiato. — Bulimia, generalmente al mattino. — Disgusto prolungato per la carne e i cibi caldi. — Ripugnanza per il fumo del tabacco; desiderio di cose salate, di vino, di leccornie. — Digestione debole. — Nausea o rigurgiti acidi dopo aver bevuto latte. — Dopo un pasto, caldo o dilatazione gastrica, con nausea e cefalea, dolore nell’addome o nello stomaco, o anche rigurgiti e pirosi, o tristezza e sonnolenza. — Rigurgiti, con sapore di cibo non digerito, o amaro, o acido.11. Stomaco: Pirosi dopo ogni pasto, ed eruttazioni rumorose e continue. — Eruttazioni che sanno di cibo ingerito. — Rigurgiti di sostanze acide. — Nausea frequente, specialmente al mattino, la sera o la notte, a volte con brividi, oscuramento della vista e svenimento. — Vomito acido. — Vomito acido specialmente nei bambini e durante la dentizione. — Vomito di cibo o di muco amaro, spesso con dolori incisivi e crampiformi nell’addome. — Vomito nero o di sangue. — Scialorrea dallo stomaco, anche dopo un pasto. — Si ha vomito principalmente al mattino, la notte, o dopo un pasto. — Dolore pressante nello stomaco, o dolore crampiforme, che contrae, principalmente dopo un pasto, e spesso con vomito di cibo. — Crampi allo stomaco di notte. — Pressione sullo stomaco, anche quando si è a digiuno, o quando si tossisce, o con pressione negli ipocondri, o anche con una stretta come di un artiglio, camminando. — Dolori pressanti, taglienti, e dolore persistente di notte nell’epigastrio. — Dilatazione e gonfiore dell’epigastrio e della regione dello stomaco, con sensibilità dolorosa di queste parti al tatto (sembrano come un piattino con la base girata verso l’alto). — Dolore come di escoriazione, e bruciore nello stomaco.12. Addome: Dolori generalmente folgoranti, o tensivi, o pressanti, con gonfiore ed indurimento della regione epatica. — Dolore pungente nel fegato (durante o dopo essersi chinati). — Stiramento doloroso dagli ipocondri al dorso, con vertigini e oscuramento della vista. — Tensione negli ipocondri. — Impossibilità di indossare indumenti stretti intorno agli ipocondri. — Tensione e dilatazione dell’addome. — Fitte e coliche frequenti ai lati dell’addome nei bambini. — Colica, con dolori crampiformi e tormentosi, specialmente nel pomeriggio, e qualche volta con vomito di cibo. — Frequenti attacchi di dolori colici, principalmente nell’epigastrio. — Fitte o morsi e dolore persistente nell’addome, anche senza diarrea. — I dolori nell’addome compaiono principalmente al mattino, la sera, o la notte, e anche dopo un pasto. — Sensazione di freddo nell’addome. — Dolore come di escoriazione, e bruciore nell’addome. — Gonfiore e indurimento delle ghiandole mesenteriche. — Dilatazione e indurimento dell’addome. Flatulenza trattenuta. — Pressione di flatulenza nella zona inguinale, come se stesse per sporgere un’ernia, con rumore e borborigmi. — Pressione dolorosa, stiramenti, dolori colici e fitte, o pesantezza o trazione nell’inguine. — Gonfiore e sensibilità dolorosa delle ghiandole inguinali.13. Retto e feci: Stipsi. — Evacuazioni sospese, dure, in piccole quantità e spesso con sostanze non digerite. — Sforzi inefficaci di evacuare, a volte con dolore. — Evacuazione difficile, e solo ogni due giorni. — Rilassamento dell’addome, frequente o continuo; due evacuazioni al giorno. — Feci simili ad argilla, in piccole quantità, nodose, o sierose, o simili a pappa. — Evacuazioni bianche, qualche volta con tracce di sangue e dolori epatici toccando la regione del fegato e respirando. — Diarrea dall’odore acido; putrida; durante la dentizione. — Evacuazioni involontarie e schiumose. — Diarrea nei neonati, dall’odore acido, o fetida, o giallognola. — Eiezione di ascaridi e tenia. — Prolasso del retto durante l’evacuazione. — Molta irascibilità prima dell’evacuazione. Tristezza e rilassamento delle estremità dopo la defecazione. — Flusso di sangue dall’ano durante l’evacuazione, e anche in altri momenti. — Gonfiore e frequente protrusione di escrescenze emorroidali, specialmente durante l’evacuazione, con dolore urente. — Crampi, tenesmo e contrazione del retto. — Bruciore nel retto e nell’ano, con prurito e formicolio. — Eruzione urente, a forma di grappolo, nell’ano. — Escoriazione nell’ano, e tra le natiche e le cosce. — Affezioni del retto, come ragadi, che sono molto dolenti, sanguinano dopo ogni evacuazione e sono seguite da grande spossatezza.14. Apparato urinario: Tenesmo della vescica. — Emissione di urina troppo frequente, anche di notte. — Il paziente bagna il letto. Urina dal colore intenso, senza sedimento. — Urina rossa come il sangue, o di un rosso scuro, dall’odore acre, pungente e fetido, con sedimento bianco e farinoso. — Passaggio di sangue. Flusso di sangue dall’uretra. — Abbondante secrezione di muco con l’urina. — Polipo della vescica. — Bruciore nell’uretra durante la minzione, e altre volte.15. Organi genitali e sessualità maschile: Infiammazione del prepuzio, con rossore e dolore urente. — Pressione e dolore, come di contusione, nei testicoli. — Funzioni genitali indebolite e mancanza di desiderio sessuale. — Aumento del desiderio sessuale, con idee voluttuose e lascive. — Polluzioni assenti o molto frequenti. — Erezioni di durata brevissima ed emissione del liquido seminale troppo lenta e troppo debole durante il coito. — Dolori lancinanti e bruciore nei genitali durante l’emissione del liquido seminale nel coito. — Confusione alla testa e debolezza dopo il coito. — Flusso di liquido prostatico dopo l’evacuazione e la minzione.La trattazione dell'argomento continuerà a breve on line.

Wednesday, December 25, 2013

Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte uno di quattro

 La trattazione di Clarke riportata nella sua Materia Medica è particolarmente approfondita e puntuale. Nel testo il medico evidenzia molto bene le relazioni tra i sintomi, il sovrappeso e lo stato emozionale e psicologico del soggetto; dalla lettura si possono scoprire tutte le motivazioni per le quali la Calcarea Carbonica può essere un ottimo prodotto omeopatico per dimagrire.Clarke intitola il suo lavoro “Dizionario di farmacologia omeopatica clinica”, l’edizione del 1994, edita da nuova Ipsa Editore con traduzione curata da Patrizia Cipolla è l’unica fonte di questo post.Vengono evidenziati nel testo le informazioni più inerenti a Calcarea carbonica utilizzata come prodotto per dimagrire. Il testo è diviso in:CeppoIndicazioni clinicheCaratteristichePsichismo (parte due di quattro)Patogenesi, da leggere in particolare il punto n. 10 – Appetito (parti tre e quattro di quattro)Sia in questa trattazione di Clarke sia in quelle di Boger sia in quella di Boericke (a breve on line) viene illustrato come un rimedio omeopatico, che può essere anche un prodotto naturale per dimagrire, agisca non solo su un sintomo, ma su tutto il sistema organico riportandolo in equilibrio. Il trucco in omeopatia è scegliere sempre il rimedio che più “assomiglia” al soggetto (similium) per osservare risultati migliori. Ricordiamo inoltre che la Calcarea Carbonica in omeopatia è uno dei policresti (quarto paragrafo dell'articolo calcarea carbonica) ed è sempre necessario per ampliare al massimo la sua azione benefica anche scegliere la diluizione che meglio agisce su quel sintomo.Chi si avvicina all’omeopatia dovrebbe in primo luogo studiare i policresti omeopatici, non solo quelli che sono considerati prodotti per dimagrire, il secondo passaggio dello studio è l’approfondimento dei tipi omeopatici e delle costituzioni omepatiche e delle diatesi omeopatiche e solo in un terzo approfondimento dedicarsi allo studio delle patologie e di come curarle con rimedi omeopatici che possono anche non essere policresti, ma rimedi omeopatici estremamente specifici.CEPPO: Carbonato di calcio impuro. Ca CO3. Vi sono inclusi i sintomi di Calcarea acetica e di Calcarea ostrearum, un triturato ottenuto dallo strato medio della conchiglia di ostrica, entrambi provati da Hahnemann. Le prove di Koch furono fatte da carbonato di calce precipitato da una soluzione di calcare fine in acido cloridrico. Triturazione.INDICAZIONI CLINICHE: Aborto spontaneo. Acidità. Addome, dilatato. Adenopatie bronchiali. Affezioni articolari. Affezioni spinali. Affezioni uterine. Alcol, effetti dell’. Anasarca. Anemia. Appetito depravato. Astenia. Calcoli biliari. Calcolo. Carie. Cataratta. Caviglie deboli. Cefalea. Cestodi. Colica renale. Consunzione. Corea. Corizza. Coxalgia. Crosta lattea. Crup. Deambulazione tarda. Delirium tremens. Denti, cariati. Dentizione. Dermatopatie. Diabete. Diarrea. Dispepsia. Disturbi del gusto. Disturbi mestruali. Disturbi olfattivi. Epilessia. Epulide. Ernia. Febbre da latte. Febbre nervosa. Febbre tifoide. Febbre, intermittente. Fistola. Geloni. Gonfiori ghiandolari. Gonfiori gottosi. Gonorrea. Gozzo. Gravidanza. Herpes. Idrocefalo. Impotenza. Insonnia. Ipocondria. Isterismo. Lattazione carente. Leucemia. Leucorrea. Lupus. Masturbazione. Melanconia. Mollusco contagioso. Nevo. Nevralgia brachiale. Nevralgia. Obesità. Occhi, affezioni degli. Odontalgia. Orecchio, affezioni dell’. Orticaria. Osteopatie. Paralisi. Parotite. Patereccio. Peritonite. Perspirazione. Pletora. Polipo. Prosopalgia. Psoriasi palmare. Rachitismo. Raffreddore. Ragadi. Ranula. Reumatismi. Sciatica. Scrofola. Secrezione uretrale mucopurulenta. Seni, dolenti. Sicosi. Sicosi del mento. Sicosi della barba. Sonno, disturbi del. Tabe meseraica. Tensioni. Terrori notturni. Tosse. Trachea, affezioni della. Tricofizia. Tubercolosi. Tubercolosi del tagliapietre. Tubercolosi di Miller. Tumori. Varici. Vermi. Verruche. Vertigini.CARATTERISTICHE: Calcarea è uno dei più grandi monumenti del genio di Hahnemann. Il suo metodo di preparare sostanze insolubili portò alla luce in questo caso un intero mondo di poteri terapeutici che nel passato era sconosciuto. Inoltre, Calcarea è uno dei rimedi policresti, e con Sulphur e Lycopodium è uno dei principali antipsorici. Per apprezzare correttamente la farmacologia omeopatica è assolutamente essenziale conoscere a fondo questi tre farmaci, perché questi sono in un certo senso i punti di riferimento attorno ai quali sono raggruppati gli altri rimedi. Tutte e tre hanno un’azione molto vasta e profonda. Hanno molti sintomi in comune, ma Calc. è piuttosto distinto da Sulphur per il fatto che è un rimedio freddo, il paziente ha bisogno di calore, mentre il paziente Sulphur aggr. con il caldo e migl. con il freddo. Calc. ha piedi freddi, umidi, «come se si indossassero calzini umidi»; Sulphur ha piedi tipicamente caldi e sudati. La «sensazione di venir meno» comune ai tre rimedi è più notevole con Sulphur alle 11.00, con Lycopodium alle 16.00, con Calcarea in ogni momento. (…) Come molti altri carbonati, Calcarea Carbonica corrisponde a persone di fibra delicata con tendenza ad ingrassare. «Questo rimedio è particolarmente adatto alle vere Costituzioni leucoflemmatiche. Quando troviamo una testa grande, fisionomia robusta, cute pallida, con un aspetto terreo, e (nei neonati) fontanelle aperte, possiamo fortemente pensare a Calc.». (Guernsey). La costituzione scrofolosa abbraccia molti degli effetti caratteristici di Calcarea: bambini grassi piuttosto gonfi che solidi, sono pallidi ma arrossiscono facilmente, lenti nei movimenti; dalla crescita irregolare, con teste grosse e fontanelle molto aperte; addomi grossi; sudori irregolari e parziali: la testa suda abbondantemente bagnando il cuscino nella parte su cui è appoggiata; ghiandole linfatiche ingrossate e dure. Freddo gelido nell’addome. Inoltre sono presenti paure notturne; il bambino si sveglia alle 2 o alle 3 strillando, non si riesce a calmarlo, al mattino non ricorda niente di tutto ciò. I bambini mettono i denti lentamente e camminano tardi.L’acidità è una delle note caratteristiche di Calcarea corpo acido; gusto acido; urina e feci acide. Tutti i sintomi peggiorano prendendo freddo. In tutti i casi in cui vi è alimentazione sbagliata e digestione imperfetta, come quelli sopra descritti, e quando vi è freddolosità, aggravato in seguito al contatto con l’acqua e a causa del freddo, con piedi freddi e umidi, e sensazione (svenire) di venir meno, Calcarea si dimostrerà con tutta probabilità il rimedio adatto. Calcarea carbonica corrisponde anche alle malattie che seguono le perdite di liquidi, come in seguito alla masturbazione; e corrisponde ad una forma di menorragia, dal flusso eccessivo e dagli intervalli brevi. Le mestruazioni ritornano troppo presto dopo l’eccitazione. Si ha spesso dolore al seno prima dell’inizio del flusso, come con Conium. Ma se le mestruazioni sono scarse o assenti, e sono presenti le caratteristiche di Calc. della freddolosità e dei piedi freddi e umidi, Calcarea Carb sarà ancora una volta il rimedio adatto. Soppressione delle mestruazioni nelle donne con costituzione robusta dopo aver lavorato nell’acqua. Dolori da bearing-down. Dolori ovarici o uterini, a destra estesi lungo le cosce; aggravamento.leggendo o scrivendo (a sinistra Lilium tigrinum.). Oltre ai sintomi del freddo, si hanno sensazioni di calore e di bruciore: calore nel e sul vertice. A proposito di ciò bisogna ricordare il sudore della testa. Si manifesta principalmente sull’occipite e sulla fronte (quello di Silica su tutta la testa). Si migliora scoprendosi durante le vampate di calore (come con Lycopodium e diversamente da Silica). La notte si ha bruciore nella pianta dei piedi; bruciore sul dorso delle mani. La tipica mano di Calcarea è molle, calda e umida; una mano senza ossa. Inoltre le mani tendono a screpolarsi. Abbondanti sudori notturni, che possono essere acidi o inodore. Sudore dei piedi acido o inodore. I sudori di Calcarea carbonica non danno sollievo. Traspirazioni ematiche. Tra gli altri sintomi del caldo si ha alito caldo, con caldo in bocca. La ruminazione è tra gli effetti di Calcarea. Nausea dopo aver bevuto acqua, anche se poca; ma non quando è ghiacciata. La sensazione di «sentirsi mancare» di Calc.Carb. presenta alcune modificazioni. Si ha fame ingorda; fame e senso di vuoto subito dopo avere mangiato e al mattino presto. Se il paziente non fa colazione alla solita ora, gli viene il mal di testa. Desidera ardentemente delle uova; cose non digeribili, calcare, carbone, ecc. Nausea quando si è a digiuno. Eruttazioni acide. Diarrea acida. Odore del corpo acido. Il latte è indigesto; vomito acido di grossi grumi. Incapacità ad inghiottire i solidi. Malattia cronica della tonsilla sinistra, sensazione di avere un nodo nella parte sinistra della gola e il paziente vuole mandarlo giù. Dolore dalla tonsilla sinistra all’orecchio. Gonfiore emilaterale della lingua. La prosopalgia di Calcarea è migliorata da fomentazioni, come quella di Pulsatilla. Colica biliare: dolore tagliente sotto la scapola destra esteso all’ipocondrio destra e all’epigastrio. Formicolio nel retto come se vi fossero i vermi. Bruciore nel retto. Peso nel retto inferiore. Feci dure e pastose; come gesso argilla; maleodoranti; non digerite. Ardor urinae; maleodorante. Impotenza; pene freddo e rilassato. Calcarea è in relazione con lo stadio pretubercolare della tubercolosi; è adatto in modo più particolare alle affezioni dell’apice destro. Fitte nel torace e ai lati del torace movendosi o coricandosi sul lato affetto. La tosse è provocata dal passaggio in una stanza fredda; dalla freddolosità. Tosse solleticante, sensazione di avere una piuma in gola. (…) Rantolo nel torace; tubercolosi del mugnaio e del tagliapietre; vecchie cavità suppuranti. Gonfiore delle ghiandole cervicali e bronchiali. Ghiandole scrofolose e malattie scrofolose delle ossa; curvatura anomala della colonna vertebrale; rachitismo. Gonfiori; falsa comparsa di grasso; la phlegmasia alba dolens migliora sollevando le gambe e si aggrava lasciandole penzolare. Le stesse condizioni si manifestano nella sciatica di Calcarea in seguito a lavori nell’acqua. Condizioni reumatiche e gottose bagnandosi. Le articolazioni scricchiolano e crepitano come se fossero secche. La cute è ruvida e squamosa e tende a screpolarsi. Ragadi. Mani screpolate. Geloni dovuti all’essersi bagnati. Eruzioni. Cooper ha curato con questo rimedio la psoriasi palmare. Eruzione dietro l’orecchio destro Verruche e polipi. Calcarea è principalmente una medicina sicotica, come indicherebbe l’aggravamento al mattino presto.LEGGI la continuazione nella SECONDA PARTE di Prodotti omeopatici per dimagrire: la Calcarea Carbonica nella Materia Medica di Clarke - Parte due di quattro